Dal 1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, siamo in missione per aiutare gli operatori e le operatrici giovanili a creare attività educative divertenti e coinvolgenti che combinino l’apprendimento basato sul gioco con le materie STEM, il tutto affrontando gli stereotipi di genere. Una parte di questo progetto consiste nello sviluppo di un Compass che consenta agli operatori e operatrici giovanili di progettare le proprie attività per adattarle alle loro situazioni specifiche. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo condotto due sondaggi per raccogliere dati utili.
Punti salienti del sondaggio
In primo luogo, abbiamo ascoltato 91 giovani partecipanti, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti soprattutto da Italia, Spagna, Belgio e Francia. Una domanda centrale era se i loro educatori ed educatrici avessero mai utilizzato giochi o contenuti gamificati nelle loro lezioni. Le risposte sono state equamente divise: 34 hanno detto “sì”, 32 hanno detto “no” e 25 non ricordavano. Quando abbiamo chiesto degli esempi, hanno citato strumenti come Kahoot!, giochi da tavolo e giochi interattivi per computer che coprono una varietà di argomenti educativi.
Volevamo anche sapere come gli educatori ed educatrice potessero rendere i momenti formativi più inclusivi. Ecco cosa hanno suggerito i ragazzi e le ragazze:
- Tempo per la riflessione: dare ai partecipanti lo spazio per condividere i loro dubbi e le loro preoccupazioni.
- Accessibilità e diversità: assicurarsi che i contenuti siano inclusivi e rappresentino diverse prospettive.
- Apprendimento cooperativo: incoraggiare il lavoro di gruppo e i laboratori per promuovere il lavoro di squadra.
- Varietà di attività: offrire diversi tipi di attività per soddisfare i vari stili di apprendimento.
- Approfondimenti culturali: esporre i partecipanti a diverse culture e prospettive di genere.
- Coinvolgimento di esperti/e: per condividere le loro conoscenze ed esperienze.
- Questi suggerimenti mostrano un desiderio reale di un ambiente più coinvolgente e inclusivo.
Approfondimenti da parte degli operatori e delle operatrici giovanili
La seconda indagine ha coinvolto 73 operatori e operatrici giovanili, per lo più donne (67%), con un’età media compresa tra i 30 e i 39 anni, che lavorano principalmente in Spagna, Italia e Francia e si occupano di giovani tra gli 11 e i 20 anni.
Analizzando i dati, abbiamo scoperto che ci sono diverse barriere che impediscono l’utilizzo dei giochi e dell’apprendimento gamificato in ambito educativo, come ad esempio
- Mancanza di conoscenze: molti operatori e operatrici giovanili non sono sicuri di come utilizzare gli approcci gamificati.
- Rilevanza curriculare: alcuni pensano che l’apprendimento gamificato non si adatti agli obiettivi educativi.
- Serietà dei giochi: c’è la convinzione che i giochi non siano abbastanza seri per un contesto professionale.
- Paura del cambiamento: preoccupazione per le sfide che comporta provare nuove attività.
- Disinteresse per l’innovazione: riluttanza a cambiare i metodi di insegnamento tradizionali.
- Dubbi sull’efficacia: scetticismo sul fatto che i giochi aiutino davvero l’apprendimento
Affrontare gli stereotipi di genere
Abbiamo chiesto anche quali fossero le esperienze di discriminazione e stereotipi di genere nell’istruzione e nell’ambiente educativo in generale. Gli/le intervistati/e hanno evidenziato questioni come:
- Il binarismo di genere: la divisione dei gruppi in base al genere.
- Machismo: stereotipi che influenzano le interazioni.
- Discriminazione: aspettative negative basate sul genere, insieme a pregiudizi nei confronti di studenti con disabilità o provenienti da contesti economici diversi.
Conclusioni
Il feedback di queste indagini mostra un forte interesse sia da parte dei/delle giovani che degli/delle operatori/operatrici giovanili nell’utilizzo dell’apprendimento basato sul gioco per creare un’esperienza educativa più inclusiva e coinvolgente. Tuttavia, è essenziale affrontare le barriere e le idee sbagliate che circondano l’apprendimento basato sui giochi per renderlo efficace. È necessario che gli educatori e le educatrici affrontino e abbattano gli stereotipi di genere nei loro interventi educativi.
Dando agli educatori e alle educatrici gli strumenti e le conoscenze giuste, possiamo costruire un panorama educativo più inclusivo ed efficace, a beneficio di tutti e tutte.